domini-e-dns

Monitoraggio

Monitor sui record DNS: dove nascono, come si leggono uptime e stati, come si dimensionano intervallo ed errori massimi, come si diagnostica un guasto.

Aggiornato il 03 settembre 2026

Monitoraggio

A cosa serve

I monitor sono controlli attivi che verificano se ciò che il DNS dichiara raggiungibile lo è davvero. Sono il livello che trasforma la piattaforma da inventario a strumento di sorveglianza, e alimentano il riquadro della Home che dice in pochi secondi se qualcosa richiede attenzione.

Il modello, e la sua asimmetria

C'è un punto che sorprende chi arriva sulla sezione Monitor per la prima volta: da qui non si creano monitor. Ogni controllo nasce sulla tabella record di una zona DNS, attivandolo sul singolo record. La sezione Monitor serve a consultare, modificare, mettere in pausa ed eliminare. La conseguenza è che un monitor eliminato per errore non si ripristina da dove lo si è eliminato: occorre tornare sulla zona e riconfigurarlo da zero.

Esiste inoltre un secondo tipo di controllo, distinto: il monitoraggio configurato sui pool dalla loro pagina di configurazione, e il monitoraggio di salute di una macchina virtuale dal pannello Monitoraggio della VM, che è gestito dall'assistente Lory e richiede un IP pubblico. Tre meccanismi diversi, con configurazioni indipendenti.

Come si leggono i dati

Status e durata vanno letti insieme. Un Guasto da pochi minuti è un incidente; un Guasto da giorni è quasi sempre una configurazione non aderente al servizio o una risorsa dismessa senza rimuovere il controllo. Nel frattempo l'uptime storico si degrada, e quel dato non si recupera.

Il dimensionamento

Il tempo di rilevamento è il prodotto fra intervallo di controllo e numero massimo di errori.

Il compromesso è fra rapidità e falsi positivi. Per servizi con requisiti stretti di continuità conviene tenere gli errori a 3 e agire sull'intervallo; su reti con latenza variabile alzare gli errori produce meno rumore.

Con il tipo HTTP si aggiungono le impostazioni avanzate: parola chiave presente, parola chiave assente, stati validi e tempo massimo di risposta. La parola chiave presente è il criterio più efficace per distinguere un servizio che funziona da uno che semplicemente risponde; la parola chiave assente intercetta le pagine di errore che rispondono con un codice di successo.

Prima di una manutenzione

Un monitor lasciato attivo durante una manutenzione pianificata registra un guasto reale che incide sull'uptime a 24 ore, 30 giorni e un anno. PAUSA lo sospende mantenendo configurazione e storico. Va però ricordato di riattivarlo: un controllo dimenticato in pausa non segnala nulla, e nell'elenco pool i controlli non impostati sono conteggiati in grigio, condizione che passa più facilmente inosservata del rosso.

Attività